Cosa Fare Prima di Comprare uno Smartphone Usato

Il primo passo, ancora prima di mettersi in cerca di un annuncio, è capire in che fase del ciclo vitale si trova lo smartphone che si intende acquistare. Ai modelli di fascia alta i produttori riservano da tre a sette anni di aggiornamenti di sistema; quelli di gamma media ne ricevono in genere due o tre, mentre gli entry-level si fermano spesso a un solo major update. Verificare sul sito ufficiale o nei comunicati stampa quante versioni di Android o di iOS restano garantite permette di stimare quanto tempo manchi alla fine del supporto di sicurezza: un telefono senza patch recenti espone a rischi di malware, perdita di dati bancari e incompatibilità con le app. Con la stessa logica conviene controllare se il dispositivo è compatibile con le bande 5G locali o con il VoLTE del proprio operatore, perché le reti 3G stanno scomparendo in molti Paesi europei e un terminale privo di 4G avanzato potrebbe restare ancorato a connessioni lente o perdere la voce HD.

Confrontare il prezzo di mercato con quello dell’annuncio

Una volta scelto il modello, si passa alla valutazione del costo. I siti di comparazione mostrano il prezzo del nuovo comprensivo di garanzia biennale; un usato sano, privo di segni evidenti e con almeno un anno di aggiornamenti futuri, dovrebbe aggirarsi fra il cinquanta e il sessanta per cento di quel valore. Cifre più basse invitano a sospettare: il telefono potrebbe essere importazione extra UE, privo di servizi Google, ricondizionato con parti non originali o, peggio, oggetto di furto. Al contrario, un prezzo insolitamente alto richiede di capire cosa giustifichi il sovrapprezzo: ci sono accessori premium, AppleCare+ ancora attiva o fattura che consente la detrazione IVA?

Richiedere il codice IMEI e verificarlo online

Il passo successivo è domandare al venditore il codice IMEI, una sequenza di quindici cifre che identifica univocamente il dispositivo. Con questo numero si può: – controllare sulle banche dati degli operatori se il telefono è stato segnalato come rubato; – verificare su servizi come IMEI.info lo stato di garanzia residua e la provenienza; – chiedere al produttore, inserendo l’IMEI nell’area supporto, se il dispositivo è ancora idoneo a interventi fuori garanzia o programmi di sostituzione. Un venditore che rifiuta di fornire l’IMEI prima dell’incontro di persona solleva bandiere rosse: la prudenza suggerisce di passare oltre.

Ispezionare la scocca, il vetro e la componentistica interna

Durante l’incontro di persona vale la regola della luce naturale: osservare la scocca in controluce rivela micro-ammaccature sui bordi in alluminio e delaminazioni del vetro posteriore. Con una torcia LED puntata di lato si notano eventuali scolorimenti della vernice, segno di cadute o di riparazioni artigianali. I bordi dello schermo devono essere uniformi; aloni giallastri indicano pressioni eccessive sulla matrice LCD, mentre bordi più scuri su un OLED suggeriscono burn-in. Lato software, se lo smartphone è Android si installa AIDA64 per verificare che il processore, la quantità di RAM e di storage corrispondano alla versione dichiarata; su iPhone si controlla in Impostazioni → Generali → Info che il numero di modello inizi con “M” (acquisto al dettaglio) e non con “N” (sostituzione in garanzia) o “F” (ricondizionato Apple). Per la batteria: iOS 17 indica la capacità massima residua, accettabile sopra l’85 %; su Android si usa uno strumento come AccuBattery dopo alcuni cicli di stima, oppure si chiede lo screenshot della pagina diagnostica *\*#\*#4636#\*#\** nelle ROM che lo supportano. Un valore sotto l’80 % presuppone la sostituzione a breve.

Verificare la presenza di parti non originali o di sigilli rotti

Aprire lo smartphone sul posto è impossibile, ma si può lanciare il Self-Test integrato (Samsung Members, iPhone Diagnostics o codici segreti del produttore) e controllare: colore uniforme dei pixel, reattività del touch, integrità di fotocamere e sensori. Se la vibrazione gracchia o il flash vibra di luce, i componenti potrebbero non essere originali. Un giro lento della vite Pentalobe su iPhone rivela se la filettatura è stata manipolata: se ruota con troppa libertà o mostra bave d’acciaio, la scocca è già stata aperta. Nei Samsung con indice IP certificato, la guarnizione deve restare illibata; un telefono riparato in centro non autorizzato perde di solito quella certificazione e la garanzia residua ufficiale.

Controllare la provenienza dell’account e il blocco attivazione

È necessario che il venditore mostri disattivazione di qualsiasi blocco remoto: su iPhone va disabilitato *Trova il mio* e va effettuato il logout da iCloud; su Android occorre rimuovere l’account Google principale e, su Samsung, disattivare *Trova il mio dispositivo* o *Reactivation Lock*. Senza questo passaggio si rischia di restare con un telefono inutilizzabile, in quanto il blocco si riattiva alla prima connessione internet. Una volta effettuato il reset di fabbrica, si prova a configurare il dispositivo con un hotspot proprio per verificare che nessuna schermata di vecchio proprietario compaia all’avvio.

Concedersi un test funzionale rapido

Basta una SIM-dati attiva: si inserisce, si effettua una chiamata, si prova il 4G/5G con uno speed-test, si collega il Wi-Fi, si avvia la fotocamera frontale e quella posteriore, si esegue uno zoom massimo per individuare eventuali scatti dell’obiettivo. Il Bluetooth va verificato con un paio di cuffiette; l’NFC con una carta contactless (senza completare il pagamento) o con un badge. Una micro-SD di prova aiuta a testare il carrello nel caso di modelli con memoria espandibile.

Stipulare un accordo scritto e scegliere un metodo di pagamento tracciato

Per acquisti sopra i cento euro è prudente redigere una ricevuta di compravendita tra privati: dati anagrafici, IMEI, data, cifra, dichiarazione che l’oggetto è di lecita provenienza e privo di vincoli finanziari. Pagare con bonifico istantaneo o via PayPal (opzione beni e servizi) garantisce una traccia se emergeranno difetti occulti. Il contante va usato solo in luoghi sorvegliati (banche, centri commerciali) e comunque accompagnato da ricevuta autografa. Se il venditore propone rate o pagamenti dilazionati, accertarsi che la finanziaria abbia già saldato ogni rata precedente: un telefono ancora vincolato a un piano di pagamento può essere bloccato da remoto dall’operatore in caso di morosità.

Conclusioni

Comprare uno smartphone usato conviene davvero solo quando si procede con metodo: studio del ciclo di aggiornamenti, controllo del prezzo di mercato, verifica dell’IMEI, test fisico e software, disattivazione dei blocchi, pagamento tracciato. Con questa checklist si trasforma la ricerca dell’occasione in un’operazione trasparente che tutela sia l’acquirente sia il venditore onesto, lasciando al nuovo proprietario un dispositivo performante e libero da vincoli nascosti.

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