Come Scegliere l’Aspirabriciole – Consigli Utili

Se le quattro briciole cadute sulla moquette non valgono lo sforzo di tirare fuori dallo sgabuzzino il vostro ingombrante aspirapolvere tradizionale o vete rovesciato il vaso dei fiori, e non volete bagnarvi le mani per raccogliere l’acqua, non c’è problema, il mercato degli aspirabriciole è in piena espansione.

I produttori di piccoli elettrodomestici fanno a gara per proporre una varietà infinita di modelli, adatti ad ogni esigenza.

A fare la differenza sono numerosi fattori, cerchiamo di capire quali sono le più importanti utilizzando alcune delle informazioni messe a disposizione da questo sito sugli aspirabriciole in questa pagina.

Alimentazione esistono modelli alimentati a pile, altri dotati di un numero variabile di batterie ricaricabili al nichel-cadmio, altri ancora provvisti di un cavo da collegare alla presa dell’accendino.

Potenza può essere espressa in V, in W o in litri d’aria aspirata al secondo. Nel primo caso, essa varia dai 4,8 V standard, fino ai 9,6 V; nel secondo caso è compresa fra i 35 e i 50 W; nel terzo caso, i valori si aggirano intorno ai 15 litri d’aria al secondo.

Autonomi: varia fra gli 8 e i 15 minuti.

Velocità di aspirazione esistono modelli dotati di una sola o di più velocità; alcuni hanno persino la funzione ‘turbo’.

Accessori la maggioranza degli aspiratori comprende una serie di accessori per aspirare superfici e sostanze particolari, o per raggiungere i punti difficili. Solitamente riposti nel supporto a parete, i più diffusi sono le bocchette a lancia e le spazzole. Esistono addirittura modelli con una lampada estraibile nascosta nel manico.

Sostanze nati per aspirare residui solidi di dimensioni ridotte, questi piccoli elettrodomestici si sono evoluti, offrendo la possibilità di raccogliere anche i liquidi.

Nella scelta assume un certo peso anche l’aspetto estetico, le case produttrici puntano in buona misura su un design accattivante e moderno, e su un ampio ventaglio di colori. Forme armoniche, impugnature ergonomiche, toni pastello mutuati dalla moda, diventano variabili da considerare oltre alle caratteristiche tecniche.